Come si fa ad ascoltare una canzone
e tramutare le note in parole.
Se un giorno ci dovessi riuscire
e non riuscissi più a sentire
nessun dolore nella musica,
non riuscissi più a mettere in pratica
tutto quello che pian piano ho imparato.
E se me lo fossi sognato?
Sarebbe come cadere e morire
come vederti salutare e scomparire,
dissolversi i miei sogni in un lampo.
Come se si fermasse il tempo
e rimanessimo immobili per sempre
in un mondo senza ombre.
E se ci dovessi riuscire un giorno
a dare alle parole un contorno,
come una musica dolce e soave.
Sarebbe facile chiudere a chiave
quel brutto mondo che c’è la fuori,
sarebbe come avere in mano dei colori
e dare ad ogni cosa il proprio colore
dalla vita scacciare ogni dolore.
Se solo questo fosse possibile,
quella luce così irraggiungibile
sarebbe solo un puntino nero.
Neanche a me sembra vero,
tutto ora è così strano no,
non si piange mai invano,
ogni lacrima è un pensiero nascosto
che in te non ha trovato posto
e lo butti via dai tuoi pensieri
dove ogni giorno è sempre ieri.
Ma poi, dopo, stai meglio.
Sarebbe bello se ad ogni risveglio
tutto fosse come prima.
E se ad ogni parola trovassi una rima
e tutto diventasse poesia.
Se quella vita non fosse la mia
o magari fosse solo un po’diversa
non sarebbe stata tutta persa
ma solo una vita migliore
e dalle pareti quel grigiore
scivolerebbe via lontano.
Non avere paura, dammi la mano,
non ti senti più sicura adesso?
Visto? dovremmo farlo più spesso.
Se solo potessi far diventare la musica una parola
così che, la notte non voli da sola,
tutto sarebbe più facile
e quel cuore, così fragile
non si romperebbe più.
Sarebbe bello guardare lassù
e vedere solo nuvole bianche
dove si riposano le stelle, così stanche
di essere guardate da tutti
e dai miei occhi, talmente brutti
che vorrebbero star sempre chiusi.
E tutti quei pensieri confusi
smetterebbero di girarmi in testa.
In fondo, la vita è una festa
dove nessuno è stato invitato.
Se un giorno riuscissi a levare uno strato
alle parole e lasciarle nude, sarei contento.
Almeno finalmente capirebbero come mi sento
e lascerebbero le mie orecchie in pace.
Tutti parlano e mai nessuno tace
e ascolta il silenzio cos’ha da dire.
Tutti hanno sonno e nessuno vuol dormire.
Siamo diventati tutti un po’sordi,
senti senti ma poi te lo scordi.
Ma in fondo voglio una cosa sola:
alla musica trovare una parola.
Una parola semplice, non troppo complicata,
tanto breve da riempire una giornata.
Che mi dica tutto ma non vuol dire niente.
Una parola semplicemente intelligente.
Apri le orecchie, la vuoi ascoltare?
Chiudi la bocca e prova a parlare.
martedì 24 novembre 2009
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