Ho paura della vita,
di mostri e luci lucenti
incubi ricorrenti e limiti
dell'orizzonte che fermano i pensieri
infiniti fino a te,
e andare a dormire
con gli occhi gonfi di un vuoto
che non lievita nei miei domani.
E tremano le mani delle mie certezze,
e tremano le fondamenta delle tue carezze,
e solo vago tra le lenzuola
dove vola ciò che in fondo non c'é.
Ogni notte chiudo gli occhi
e la notte é solo un lampione
che si spegne sulla mia vita
per fermare ogni visione,
confondere la gioia con la fatica.
Ho paura della tristezza,
del mare d'estate che s'increspa,
del sudore che scende tra le ciglia
alla fine di un giorno vissuto sulla soglia
della porta della tua indifferenza
a bussare con forza ed insistenza
a piangere e sentirsi un intruso
in una vita che è solo un quadro appeso
dipinto da un pennello disilluso
dalla mano di un uomo che si é arreso.
Ho paura della tua morte
del silenzio dopo una perpetua litania.
Ho paura della mia morte,
del fracasso dopo un'immobilità sfuggente
dopo una vita che non so cosa sia.
Ho paura di dormire,
di uccidere una parte del mio giorno
e calare il sipario sui pensieri
del teatro di un futuro immaginario.
O forse é solo paura di me stesso,
paura di non avere un sogno
stretto tra le braccia di una vita
che mi ha lasciato correre a perdifiato.
martedì 24 novembre 2009
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